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Tradizione

Alto Adige - pieno di tradizioni ed usanze

In Alto Adige, numerose valli secondarie sono state per secoli isolate, senza quasi contatti con la vita moderna delle città. In questi luoghi, non raggiunti dal turismo di massa, i racconti e le tradizioni hanno potuto conservarsi intatte, tramandandosi di generazione in generazione e mantenendo la loro genuinità. Usanze e costumi non sono quindi diventati mero folclore, ma sono vivi ancora oggi come parte della vita quotidiana.
 
Le bande musicali
Fra colori, suoni e tradizioni. In Alto Adige esistono 211 bande musicali: i componenti sono tutti vestiti con un particolare costume tipico per suonare alle feste religiose e alle feste di paese.

Sono circa 10.000 gli altoatesini sia uomini che donne che fanno parte di una banda musicale (in tedesco Musikkapelle). Praticamente ogni piccolo paesino ha la sua banda in costume tipico, diversi di vallata in vallata e decorati differentemente per distinguersi da località a località. I colori dei costumi tipici non sono usati a caso, ognuno ha il suo significato. In Val Sarentino, ad esempio, la banda rossa attorno al capello indica che il ragazzo è ancora celibe, la banda verde invece non lascia spazio alle contendenti, l'uomo è sposato! I costumi sono ancora oggi una produzione artigianale: cappelli, scarpe, Lederhosen (pantaloni in pelle) sono l'opera minuziosa di specialisti della pelle, del Loden (lana cotta) e di altre stoffe.

Così varia come quella dei costumi, è anche la scelta della musica: il repertorio delle bande musicali spazia dalle allegre marce ai più classici Walzer fino alle Ouverture e alle composizioni contemporanee. Ci si incontra una-due volte la settimana per le prove in una sala insonorizzata. Il risultato di tanto impegno viene poi proposto al pubblico locale nel primo concerto della stagione, solitamente in primavera. La scaletta viene poi riproposta durante tutta l'estate. Per le processioni, dove la banda deve marciare, vengono fatte delle prove straordinarie per imparare la tecnica della marcia in gruppo.

​Natale

La tradizione si è fatta magia. Il periodo che precede il Natale è magico in Alto Adige. Tradizioni e usanze sono rimaste vive e si respira ancora aria di festa autentica e familiare.

Il 6 dicembre, giorno di San Nicolò, in molte località viene organizzata una sfilata. Il Santo distribuisce dolci ai bimbi buoni, accompagnato da piccoli angioletti ma anche dai minacciosi Krampus, dei diavoli con maschere orribili che anneriscono il volto con carbone dei bambini cattivi. Una delle sfilate più particolari è quella di Stelvio in Val Venosta con i suoi "Klosn" colorati, mentre quella di Sesto Pusteria raduna ogni anno centinaia di Krampus. Alcuni giorno prima di Natale viene allestito nelle case il presepe. Arricchito con figure di legno o di argilla, viene spesso costruito in casa da tutta la famiglia, utilizzando anche figure in cartone colorate dai bambini. Notissime sono le statuine in legno della Val Gardena, spesso commissionate direttamente dagli acquirenti. Merita una visita il Museo dei Presepi nel Palazzo vescovile di Bressanone che mostra la più grande raccolta al mondo di presepi.

La sera della Vigilia, la notte di San Silvestro e il giorno dei Re Magi (6 gennaio), quando si fa buio, è usanza in Alto Adige benedire la casa e la famiglia. Il padre, seguito dai familiari, gira per i locali con l'incenso per scacciare gli spiriti del male e invocare la protezione degli spiriti del bene. Si fumiga così anche la casa all'esterno e la stalla, poi ci si raduna davanti al presepe per cantare le canzoni natalizie. I primi giorni dell'anno nuovo girano per i paesini e le città dell'Alto Adige gli Sternsinger, bambini o adulti vestiti da Re Magi che cantano di casa in casa particolari canzoni natalizie e raccolgono le offerte per qualche progetto missionario. A chi da loro un'offerta regalano carbone, incenso e un gessetto: i primi due vanno scaldati in un pentolino per poi benedire la casa, il gessetto per riportare sulla porta delle case e delle stalle la seguente scritta: 20+C+M+B+ le ultime due cifre dell'anno nuovo. Sul significato delle lettere le teorie sono due: secondo il popolo indicano le iniziali dei Re Magi Gaspare (Caspar in tedesco), Melchiorre e Baldassarre, secondo la Chiesa invece indicano la dicitura latina "Christus Mansionem Benedicat", ossia Cristo benedica questa casa.

Chi vuole ammirare le varietà dei presepi altoatesini può visitare i musei di “Maranatha” a Lutago nelle Valli di Tures e Aurina oppure il museo dei presepi nel Hotel Mondschein a Sesto.

***www.südtirol.info